domenica 9 febbraio 2014

George Coetzee vince il Joburg Open



Il sudafricano George Coetzee ha ottenuto il primo titolo nell’European Tour imponendosi con 268 colpi (65 68 69 66, -19) nel Joburg Open, torneo dell’European Tour disputato sui due percorsi del Royal Johannesburg & Kensington GC (East Couse, par 72, e West Course par 71, con i due giri finali sul primo), a Johannesburg in Sudafrica, al quale hanno preso parte ben 210 concorrenti. Si sono classificati al 37° posto con 279 (-8) Edoardo Molinari (64 68 72 75) e Lorenzo Gagli (68 71 68 72) e al 74° con 288 (+1) Francesco Laporta (69 70 75 74). Non hanno superato il taglio Andrea Pavan, 140° con 144 (72 72,+1), e Marco Crespi, 161° con 146 (70 76, +3).

Coetzee, 28enne di Pretoria, è letteralmente volato nel turno conclusivo con un 66 (-6 con sei birdie, senza errori) e ha rimontato dalla quinta posizione, recuperando al connazionale Justin Walters i quattro che gli rendeva e relegandolo al secondo posto con tre di ritardo (271, -16) occupato insieme all’inglese Tyrrell Hatton e al coreano Jin Jeong. Al quinto con 272 (-15) gli inglesi Andy Sullivan e Matthew Baldwin, lo spagnolo Alvaro Quiros e il sudafricano Thomas Aiken, in vetta con Walters dopo tre turni. Molto deludente il sudafricano Charl Schwartzel, 59° con 283 (-4) e costantemente in retrovia.

Edoardo Molinari, che da tre anni è testimonial del GC Asiago, è stato leader nei primi due giri, poi il suo rendimento è calato e dal parziale di “meno 11” sulle prime 36 buche è passato al “+3” delle seconde 36. Ha finito con un 75 (+3) dovuto a quattro birdie, cinque bogey e a un doppio bogey. Il debutto di Gagli nel 2014 e sul circuito dove potrà affacciarsi poche volte è da ritenersi complessivamente positivo. E’ stato abbastanza regolare negli score variando tra il 68 e il 72 (par) di chiusura con quattro birdie e altrettanti bogey. Per Laporta un 74 (+2) con un birdie e tre bogey.

Coetzee, che prima di questo evento era stato a più riprese al proscenio e del quale un successo era nell’aria, ha intascato 206.050 euro su un montepremi di 1.300.000 euro.

Cheyenne Woods vince il Volvik RACV Ladies Masters. Giulia Molinaro 58ª


Giulia Molinaro ha recuperato qualcosa con un parziale di 69 (-4) finale terminando 58ª con 295 colpi (77 72 79 69, +3) nel Volvik RACV Ladies Masters, secondo torneo stagionale del Ladies European Tour svoltosi sul percorso del RACV Royal Pines Resort (par 73), a Benowa nel Queensland in Australia e vinto dalla statunitense Cheyenne Woods (276 - 69 67 71 69, -16), nipote di Tiger Woods.

La Woods, 24 anni nel prossimo luglio e nativa di Phoenix in Arizona, ha avuto ragione della brillante dilettante australiana Minjee Lee (278, -14) che ha provato a contrastarla fino alle ultime battute. In terza posizione con 280 (-12) la svedese Camilla Lennarth e la sudafricana Stacy Lee Bregman, in quinta con 283 (-9) le coreane Minsiun Kim e So Young Lee (Am) e la svedese Caroline Hedwall, in ottava con 284 (-8) la spagnola Belen Mozo e l’americana Jessica Korda, in decima con 285 (-7) la taiwanese Yany Tseng, ex leader mondiale, l’inglese Charley Hull e la francese Gwladys Nocera.

Iniziato l’ultimo turno con un colpo di margine sulla Bregman e con due su Minjee Lee, la Woods ha realizzato subito un bogey, poi ha frenato con un birdie alla 4ª buca. La Lee, dopo un bogey in avvio, ha infilato tre birdie di fila e all’8ª ha raggiunto l’americana, mentre la Bregman ha alzato bandiera bianca con due bogey. Dalla buca 9 la Woods ha cambiato marcia e con quattro birdie e un parziale di 69 (-4) ha ottenuto il primo titolo nel circuito, mentre la sua rivale di birdie ne ha segnati solo due per lo stesso score, insufficiente per vincere ma sicuramente foriero di grande soddisfazione per aver combattuto ad armi pari con le proettes.

La Molinaro ha fatto percorso netto con quattro birdie. Sono uscite al taglio dopo due giri Diana Luna, 71ª con 150 (76 74, +4) e fuori per un colpo, e Giulia Sergas, 80ª con 151 (77 74, +5).

“Questo è un risultato enorme per me” ha detto la Woods, gratificata con 37.500 euro su un montepremi di 250.000 euro. “Sono riconoscente al LET - ha continuato - che mi ha dato l’opportunità di giocare e quindi di poter seguire da vicino tante ottime giocatrici, comprese coloro che hanno fatto parte della squadra di Solheim Cup. Osservandole, ho appreso parecchie cose e ho fatto sensibili progressi. Il mio allenatore, durante il lavoro invernale, mi aveva detto che questo poteva essere il mio anno e ha avuto ragione. No, la vittoria non mi ha sorpreso, anche se ero reduce da un taglio in Nuova Zelanda. Sono venuta qui in Australia molto concentrata, con altra mentalità, più positiva, e ho rivisitato un paio di cose nel gioco. Sin dal primo giro mi son resa conto che potevo vincere e ho perseguito l’obiettivo con piena determinazione. Con il nome che porto e con lo aspettative che crea ho avuto sempre addosso tanta pressione, ma ora so di poter competere ad armi pari con tutte le migliori”.

Cheyenne Woods ha avuto quale primo maestro Earl Woods, il padre di Tiger. Ha giocato per la squadra del Xavier College Preparatory e ha vinto per due volte consecutive l’Arizona 5A State Championship (2006-2007) e complessivamente una trentina dì gare da amateur. Si è laureata alla Wake Forest University nel 2012 e a maggio dello stesso anno è passata professionista. In agosto si è imposta in un evento del SunCoast Ladies Series, un tour minore, Nel 2013 ha disputato dodici gare nel LET subendo tre tagli e ottenendo quali migliori piazzamenti il 12° posto nella Lalla Meryem Cup e il 18° nell’Honma Pilsen Golf Masters, terminando 76° nell’ordine di merito. Con il successo ha ricevuto anche un’esenzione di due anni nel tour, dove potrà giocare a tempo pieno senza dover più entrare attraverso prequalifiche e inviti.

Nella prossima settimana Molinaro, Luna e Sergas parteciperanno all’Australian Women’s Open (LPGA e LET, 13-16 febbraio) sul tracciato del Victoria GC a Cheltenham, nei pressi di Adelaide, sempre in Australia.

Jimmy Walker vola nell'AT&T Pebble Beach Pro Am


Jimmy Walker (202 – 66 69 67, -13) ha fatto il vuoto nel terzo giro dell’AT&T Pebble Beach Pro Am (PGA Tour), gara che si disputa con formula pro am e con la partecipazione di numerosi personaggi appassionati di golf sui tre percorsi del Pebble Beach Golf Links (par 72), del Monterey Peninsula CC (par 71) e dello Spyglass Hill GC (par 72), a Pebble Beach in California.

Il 35enne di Oklahoma City, vincitore della prima gara stagionale svoltasi nello scorso ottobre (Frys.com Open), ha realizzato un ottimo parziale di 67 (-4) al Monterey Peninsula (cinque birdie e un bogey) e proverà a cogliere il secondo titolo in carriera dall’alto dei sei colpi di vantaggio su Tim Wilkinson e su Hunter Mahan (208, -7). Più attardati Richard H. Lee, quarto con 209 (-6), Phil Mickelson, risalito dal 17° posto, Blake Adams, Kevin Na, Ryan Palmer, Pat Perez e Jim Renner, quinti con 210 (-5).

Ha ceduto Jordan Spieth, leader con Walker dopo due turni e ora 11° con “meno 4” e tre buche da giocare. E’ uno dei 12 concorrenti che non hanno potuto concludere il turno e che non potranno comunque apportare variazioni significative alla graduatoria dove a metà si trovano Jim Furyk e l’irlandese Padraig Harrington, 31.i con 213 (-2), e il nordirlandese Graeme McDowell, 39° con 214 (-1). Fuori al taglio, effettuato dopo tre turni in cui i giocatori si sono espressi sui tre tracciati, il sudafricano Retief Goosen e lo spagnolo Rafael Cabrera Bello, 66.i con 216 (+1), il fijano Vijay Singh, 99° con 219 (+4), e Brandt Snedeker, campione uscente, 112° con 221 (+6).

Il montepremi è di 6.600.000 dollari con prima moneta di 1.188.000 dollari.